Le sette esperienze interiori della psicosintesi

La psicosintesi traccia il percorso che conduce dall’io al Sé transpersonale, in un processo di autoconoscenza e sviluppo che prevede una serie di esperienze “essenziali”



In altri post abbiamo descritto a grandi linee i quadri teorici della psicosintesi, che abbiamo definito, storicamente, come la prima psicologia transpersonale compiuta. Una psicologia che vede l’uomo come un nucleo energetico e di coscienza che sperimenta se stesso nel corpo, nella psiche e nell’anima, mosso da un’innata spinta alla crescita e alla trasformazione.

Si tratta, insomma di una visione dinamica ed evolutiva della vita, tesa allo sviluppo armonico della persona come totalità bio-psico-spirituale, e a favorire un contatto con i livelli superiori della psiche. Tale percorso prevede alcune esperienze fondamentali, che ricaviamo dalla descrizione fornita da J. Firmann e A. Gila 1 e dall’ottimo lavoro di Petra Guggisberg Nocelli, Conosci, possiedi, trasforma te stesso (2016). 2 


“Conosci, possiedi, trasforma”

Il titolo del volume di P. Guggisberg Nocelli richiama la formula ternaria che racchiude ed ispira tutta l’opera psicosintetica: “Conosci, possiedi, trasforma”. Dal livello biologico a quello psichico, sino alla dimensione collettiva e sociale, la vita ci pone dinanzi la realtà ineludibile del cambiamento (trasforma). Ma i cambiamenti che intervengono in noi possono essere accidentali e inconsapevoli, e dunque subiti, come risultato di pressioni inconsce o di sollecitazioni ambientali, familiari e sociali, oppure possono essere la conseguenza di una nostra capacità di autotrasformazione cosciente.

Questa capacità di autotrasformarsi si basa necessariamente sull’autoconoscenza (conosci te stesso). Ciò significa assumere la postura interna dell’osservatore, e diventare consapevoli, progressivamente, sia degli aspetti coscienti della personalità che dell’inconscio nelle sue varie dimensioni (inferiore, medio, superiore). In senso lato, autoconoscenza significa ripristinare il rapporto con il proprio Sé più profondo.

Da questa conoscenza deve scaturire la padronanza (possiedi). Dopo aver preso coscienza dei diversi contenuti psichici, e dei molteplici aspetti della personalità, occorre porsi in modo attivo rispetto ad essi, dirigendoli ed utilizzandoli tramite la funzione della volontà, al fine di favorire o di accompagnare il cambiamento auspicato 3.


Le sette esperienze fondamentali

Questo percorso di autoconoscenza, di autotrasformazione e di sviluppo prevede alcuni snodi cruciali, alcune esperienze interiori fondamentali che costituiscono il nucleo del processo psicosintetico.

  1. la disidentificazione

    La premessa è che l’animo di ciascuno di noi, lungi dall’essere “tutto d’un pezzo”, è caratterizzato da una molteplicità interna di elementi eterogenei: pulsioni, desideri, emozioni, pensieri, intuizioni, etc. 4. Questi elementi, secondo la psicosintesi, vengono organizzati in subpersonalità 5.

    In questo contesto, la disidentificazione è sia uno stato di coscienza che una tecnica, che fa sì che si prenda consapevolezza che tutti i diversi contenuti che entrano nel campo della coscienza, nonché tutte le subpersonalità con le quali abitualmente ci identifichiamo, sono strumenti di esperienza, di percezione e di azione, mutevoli e impermanenti, al servizio del «centro di pura autocoscienza», che è il dato principale e permanente dell’essere: l’io.


  2. L’io o sé personale

    La psicosintesi riconosce dunque l’esistenza di un “io”: la nostra vera essenza, il principio unificatore e centro attivo della vita psichica, definibile come un “centro di pura autoconsapevolezza e volontà”. La sua manifestazione soggettiva più diretta e immediata è il senso di identità individuale, che permane dall’infanzia alla vecchiaia.

    Secondo Assagioli non esiste una differenza effettiva, ontologica, tra questo Io “ordinario” e il Sé, o Io “superiore”. «Ciò che noi chiamiamo “Io ordinario”», scrive Assagioli, «è quel tanto dell’“Io superiore” che la coscienza di veglia sa accogliere, assimilare, attuare in un dato momento». L’io personale va inteso dunque come un’esperienza parziale del Sé.

    Farne l’esperienza significa scoprirsi come centri di consapevolezza e volizione, non ancora identificati con alcun contenuto psichico. E dunque, scoprire la propria libertà e il proprio potere interiore.

  3. la volontà

    È la funzione psicologica più vicina all’io, sua diretta espressione. È la sorgente di tutte le scelte, le decisioni e gli impegni. Attraverso la sua scoperta dentro di noi percepiamo di essere un soggetto vivente dotato del potere di operare cambiamenti nella nostra personalità, negli altri e nelle circostanze. Ha una funzione regolatrice e direttiva: «volontà […] è decidere che significato dare alla nostra esistenza e quale atteggiamento coltivare nei confronti di quello che ci accade» 6. Può essere sviluppata attraverso varie tecniche.


  4. il modello ideale

    Il modello  ideale è una importante tecnica attiva utilizzata in psicosintesi per favorire i processi di cambiamento e trasformazione individuali, basata sull’uso dell’immaginazione creatrice.

    Dopo un preliminare lavoro di comprensione, accettazione e disidentificazione rispetto ai propri mutevoli contenuti interiori e alle vecchie immagini di sé ; dopo essersi riscoperto un “io”, ossia un centro autonomo di consapevolezza e volizione, il soggetto individua, in questa nuova fase, un “modello interiore”, un’immagine che racchiude le qualità che intende sviluppare, in funzione del proprio progetto esistenziale. Con la volontà decide di attuarlo, di renderlo manifesto, di incarnarlo.

    Una volta definito il modello, si pone in stato di rilassamento ed evoca immaginativamente la figura scelta. La sua visualizzazione va ripetuta, in modo da assimilare progressivamente le caratteristiche ideali evocate nella propria vita quotidiana.
  5. la sintesi

    Per Assagioli la sintesi (dal greco σύνϑεσις, “composizione”) è espressione di un principio universale, che si riscontra in tutti gli aspetti della realtà (dalla materia inorganica  al mondo organico, sino alla vita psichica individuale e collettiva). La sintesi riassume due elementi in una unità superiore che ha qualità diverse da ciascuno di essi, che li comprende e li trascende.

    Nella psiche umana il principio di sintesi è sempre operante, e genera di continuo nuove configurazioni e strutture. Quando l’io è sufficientemente forte e maturo, il processo diventa consapevole e si svolge in due fasi. Nella prima (psicosintesi personale) l’io, vero e proprio centro unificatore, diventa progressivamente consapevole dei vari aspetti – consci ed inconsci – della personalità. Li osserva, li elabora e li armonizza. Nella seconda fase (psicosintesi transpersonale), l’io prende contatto con gli aspetti superiori della psiche, integrando i contenuti supercoscienti ed elevando il centro di coscienza, sino a realizzare l’unione con il Sé.


  6. il supercosciente

    Il supercosciente o “inconscio superiore”, così come l’inconscio cosiddetto “inferiore”, è un ambito della psiche che contiene contenuti e funzioni di cui non siamo consapevoli. Per Assagioli comprende il futuro psichico, le virtù, i talenti e le qualità non ancora attualizzate, le intuizioni più ampie, le ispirazioni, gli impulsi all’azione altruistica, la creatività, i sentimenti a carattere unitivo e sintetico, gli stati di illuminazione e di estasi, gli ideali più nobili, le facoltà parapsicologiche elevate.

    Solitamente esterni al campo della coscienza, tali contenuti possono tuttavia affluirvi secondo due modalità. La prima, e più frequente, si può chiamare “discendente”: è l’irruzione di elementi supercoscienti entro il campo della coscienza, quali intuizioni, illuminazioni improvvise, ispirazioni. Spesso questi contenuti non si presentano in modo astratto, ma tramite la mediazione dell’immaginazione, che è un’importante funzione-ponte. Il secondo modo si può chiamare “ascendente”. Esso consiste nell’elevazione del nostro centro di coscienza, dell’io autocosciente, a livelli superiori a quelli ordinari. I metodi per favorire l’esplorazione attiva dei livelli supercoscienti sono la preghiera, la meditazione e vari esercizi spirituali, tra i quali l’uso di simboli anagogici e le visualizzazioni guidate.


  7. il Sé transpersonale

    Il Sé è la vera origine dell’io, la sua più intima realtà esistenziale, il centro permanente dell’essere. È innanzitutto consapevolezza diretta, immediata, non verbale. Simultaneamente trascendente e immanente, personale e transpersonale – l’io senza io – esso presenta aspetti paradossali, che la mente non può comprendere secondo i criteri razionali ordinari, ma può solo cogliere per via intuitiva.

    Nell’ottica di Assagioli, il Sé è dunque innanzitutto un’esperienza, che si presenta spontaneamente o può essere favorita con l’uso di tecniche appropriate. Essa produce effetti ben definiti, dalla forte valenza terapeutica, così riassunti dallo psicoterapeuta A. Alberti: senso di approfondimento (arrivo alla radice del mio essere), interioramento (procedo dalla periferia al centro), elevazione (salgo ad un livello più alto), espansione (partecipo ad una realtà più vasta), sviluppo (fiorisco, elimino i veli che mi ostacolano, mi esprimo), senso di percorrere una via (percorro un sentiero, sono sulla mia strada), potenziamento (esisto pienamente), risveglio (mi desto a una nuova realtà), illuminazione (vedo la realtà sotto una nuova luce), gioia (sono sereno), rinnovamento (mi rigenero, mi sento come nuovo), resurrezione (ritorno a casa, ad uno stato precedente e dimenticato), liberazione (sono libero e liberato), purezza (mi sento innocente, limpido, genuino, incontaminato) 7.
Per condividere:

Notes:

  1. In Assagioli’s Seven Core Concepts for Psychosynthesis Training, Palo Alto, California 2007, pp. 36-37. Il lettore può trovare qui il testo di Firmann e Gila, che si rifanno alle indicazioni dello stesso Assagioli («Appunti dettati in lingua inglese dal Dott. R. Assagioli in data 19 maggio 1974 sull’allenamento in psicosintesi»).
  2. Dello stesso autore, si veda anche La via della psicosintesi. Una guida completa con una biografia di Roberto Assagioli, Firenze, L’Uomo Edizioni, 2011. Le sette esperienze sono trattate alle pp. 241-373.
  3. «La psicosintesi reputa quindi fondamentale permettere alle persone di riappropriarsi della propria progettualità individuale e favorisce la costruzione di un atteggiamento interiore volto non solo a vivere con sempre maggiore fluidità le inevitabili trasformazioni della vita, ma anche a promuoverle, attivamente, indirizzando il proprio sviluppo nella direzione scelta» (Petra Guggisberg Nocelli, Conosci, possiedi, trasforma te stesso, Como, Xenia, 2016, p. 50).
  4. Cfr. R. Assagioli Psicosintesi: per l’armonia della vita, Roma, Astrolabio – Ubaldini, 1993, pp. 15-22.
  5. La psicosintesi definisce subpersonalità «l’insieme di atteggiamenti diversi, relazioni e rapporti che mettono in moto la realizzazione dei loro scopi al di fuori della nostra coscienza. e indipendentemente da, e perfino contro, la nostra volontà» (Roberto Assagioli, Comprendere la psicosintesi, a cura di Marialuisa Macchia Girelli, Roma, Astrolabio, 1993, pp. 122-123).
  6. Petra Guggisberg Nocelli, Conosci, possiedi, trasforma te stesso, Como, Xenia, 2016, p. 58.
  7. Alberto Alberti, Il Sé ritrovato, Firenze, Pagnini, 1994, p. 17.

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