L’estasi dionisiaca

La follia indotta dai rituali dionisiaci รจ uno stato che sconvolge l’identitร  ordinaria. Per vedere Dioniso occorre penetrare in un universo diverso, dove regna l’Altro. Esperienza estatica che, scrive Giorgio Colli, ยซlibera un sovrappiรน di conoscenzaยป

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Leonardo da Vinci, Bacco su un precedente san Giovanni Battista


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Altrove abbiamo citato il paradosso sapienziale di Platone, secondo cui ยซi beni piรน grandi ci vengono dalla pazziaยป (ฯ„แฝฐ ฮผฮญฮณฮนฯƒฯ„ฮฑ ฯ„แฟถฮฝ แผ€ฮณฮฑฮธแฟถฮฝ แผกฮผแฟ–ฮฝ ฮณฮฏฮณฮฝฮตฯ„ฮฑฮน ฮดฮนแฝฐ ฮผฮฑฮฝฮฏฮฑฯ‚; Fedro, 244A), dove per โ€œpazziaโ€ bisogna intendere la momentanea sospensione delle attivitร  cognitive ordinarie, prodotta dallโ€™invasamento divino. La seconda follia sacra che il filosofo individua, dopo quella โ€œprofeticaโ€, รจ quella โ€œritualeโ€, che ha per patrono Dioniso.

Al pari di Apollo, che presiedeva al profetismo estatico di Delfi, Dioniso รจ una divinitร  che i Greci consideravano straniera: un dio esotico, migrante, legato allo spostamento e al superamento dei confini. Sulle sue origini si รจ molto discusso: per alcuni sono indiane (numerose analogie lo legano al dio vedico Shiva), per altri mesopotamiche, per altri ancora minoiche 1.

In epoca arcaica comunque il suo culto era diffuso in tutto il bacino mediterraneo. Attestato in Grecia fin dall’etร  micenea, trovรฒ spazio anche ad Atene, dove culminava con le feste Antesterie (ฮ‘ฮฝฮธฮตฯƒฯ„ฮฎฯฮนฮฑ), celebrazione equinoziale e festa dei morti. Si diceva che in quei giorni i fantasmi popolassero le cittร : questi spiriti erano Cari, gli antichi abitanti dell’Attica.

รˆ tuttavia fuori dall’Attica che il culto di Dioniso si esprime nella forma di un vero e proprio culto misterico, dal carattere esoterico ed elitario, la cui natura esatta ci sfugge. Sappiamo perรฒ con certezza due cose. In primo luogo, il rituale dionisiaco implicava una modifica radicale dello stato di coscienza ordinario – Dioniso ยซinduce gli uomini alla folliaยป (Erodoto 4, 79), ed รจ lui stesso ยซfolleยป (Iliade, 6, 132). Inoltre, aveva una profonda valenza rigenerante e trasformativa, in linea con il carattere del Dio: simultaneamente maschio e femmina, sapiente e selvaggio, ยซDioniso copre spazi non consentiti agli altri dรจi. Egli dร  forma al margine, in cui si situa, e alla trasformazione, da lui incarnataยป 2. Uno dei suoi attributi รจ Lysios, ossia โ€œLiberatoreโ€: รจ ยซla divinitร  che con mezzi semplicissimi […] per breve tempo pone ciascuno in condizione di non essere piรน se stesso, e in questo modo lo liberaยป 3.


Fonti antiche

I tentativi di indagare l’estasi dionisiaca si basano principalmente sul corpus classico, che consiste in due brani in prosa del VI e del V secolo a.C., e in una moltitudine di passaggi di tragedie della stessa epoca. In primis abbiamo il frammento, abbastanza oscuro, di Eraclito: ยซA chi allora vaticina Eraclito di Efeso? A notturni pellegrini, a magi, bacchi, menadi e iniziatiยป – dove sono ritratti i principali personaggi che partecipavano ai cortei rituali notturni in onore di Dioniso 4.

Le Storie di Erodoto (490/480-424 ca. a.C.) ci offrono spunti piรน corposi. Narrando la storia del re barbaro Scile, Erodoto conferma l’esistenza di un culto misterico dionisiaco, sottolineando che esso era accessibile anche agli uomini (e non solo alle โ€œmenadiโ€ o โ€œbaccantiโ€, rappresentate nelle tragedie; cfr. infra). Inoltre, Erodoto dice che l’appellativo di โ€œDioniso Bakcheiosโ€ si riferisce al fatto che il trasforma gli uomini in deliranti, e che questa estasi bacchica รจ specificamente greca. Erodoto specifica anche che esistevano oracoli dionisiaci, officianti ยซnelle piรน alte montagneยป (Storie, 7, III).

Del culto dionisiaco troviamo una celebre rappresentazione letteraria nelle Baccanti di Euripide (480-406 a.C.). Qui si narra la storia di Penteo, superbo re di Tebe che compie un atto di hybris disprezzando i riti di Dioniso, convinto che il culto sia caratterizzato da atti sfrenati e osceni, e perseguitando il dio e i suoi seguaci. Tra queste appunto le Baccanti, donne che tentavano di raggiungere una condizione estatica peregrinando di notte attraverso boschi e campagne con fiaccole, al suono di flauti e strumenti a percussione, danzando vorticosamente al ritmo di un tipico canto.


La rottura estatica

Pรจnteo รจ dunque il tutore arrogante dell’ordine costituito, che finirร  sbranato dalle Baccanti. A lui si oppone la visione di Dioniso. I culti dionisiaci mirano infatti a sollecitare, attraverso riti orgiastici che rovesciano le strutture logiche, morali e sociali del mondo abituale (e a cui, progressivamente, si aggiunge l’uso del vino), una condizione di divina follia, stato allucinatorio che conduce a una sorta di “estasi contemplativa”, in cui l’iniziato โ€œvedeโ€ ciรฒ che altri non vedono.

L’esperienza dionisiaca trasferisce dunque la coscienza in un oltre-mondo, mandando in frantumi, scriveva Jean-Pierre Vernant, ยซquesta visione โ€œpositivaโ€ che pretende di essere la sola valida e in cui ogni essere ha la sua forma precisa, il suo posto definito, la sua essenza in un mondo stabile che assicura ad ognuno la propria identitร  all’interno della quale rimane chiuso, sempre simile a se stesso. Per vedere Dioniso occorre penetrare in un universo diverso, dove regna l’Altro, non il Medesimoยป 5.

Nella Grecia arcaica come nello sciamanesimo o nelle esperienze di possessione afro-americane, conoscere l’Altro-in-sรฉ, in definitiva, presuppone una โ€œrottura estaticaโ€, un โ€œuscire fuori di sรฉโ€ che, scrive Giorgio Colli, ยซlibera un sovrappiรน di conoscenzaยป 6. รˆ l’estasi, nel significato proprio e originario della parola (gr. แผ”ฮบฯƒฯ„ฮฑฯƒฮนฯ‚ ยซturbamento o stato di stupore della menteยป, der. di แผฮพฮฏฯƒฯ„ฮทฮผฮน ยซmettere fuoriยป o ยซuscire di sรฉยป).

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Per condividere:

Notes:

  1. Fonti greche, come Apollonio Rodio, riferiscono che ยซDioniso lasciรฒ le genti dellโ€™India e calcรฒ il suolo di Tebeยป. Qui forse lโ€™India รจ da intendersi in senso lato, per indicare una provenienza asiatica. Giorgio Colli propende per le origini cretesi (Giorgio Colli, La nascita della filosofa, Milano, Adelphi, 1996, p. 25). Nel mito cretese infatti Dioniso รจ sposo di Arianna, figlia di Minosse, la โ€œsignora del Labirintoโ€. E dietro la figura del Minotauro sembrano celarsi ancora una volta, secondo alcuni, i tratti del dio.
  2. Paolo Scarpi, Le religioni dei misteri, Milano, Fondazione Valla-Mondadori, 2002, Vol. I, p.ย  223.
  3. Eric R. Dodds, I Greci e lโ€™irrazionale, Milano, Rizzoli, 2008, p. 121.
  4. I presocratici. Testimonianze e frammenti da Talete a Empedocle a cura di Alessandro Lami, Milano, BUR, 2000, p. 205.
  5. Jean-Pierre Vernant, ยซII Dioniso mascherato delle Baccanti di Euripideยป, in Mito e tragedia 2. Da Edipo a Dioniso, Torino, Einaudi, 1991, pp. 234-235.
  6. Giorgio Colli, La sapienza greca,ย  Milano, Adelphi, 1990, vol. I, p. 19

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